“E’ ora di migrare”

“Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare” recitava D’Annunzio ne “I pastori” prima che l’estate durasse fino ad ottobre inoltrato. Venerdì passeggiavo con ventisette anomali gradi tra i miei ulivi, scuotendo la testa con fare rassegnato, conscia del fatto che quest’anno forse perderò molte olive, perché non riesco a trovare il tempo per cogliere perché i lavori di ristrutturazione di una vecchia stalla mi stanno assorbendo completamente. Ad un certo punto però, la mia attenzione è stata rapita da una folla chiassosa. In fondo al podere, alcuni cavi elettrici passano sopra la mia proprietà e sono, per mia grande fortuna, il punto di ritrovo delle rondini che stanno per partire. E in questa ordinata folla, centinaia di rondini garrivano senza sosta, probabilmente scambiandosi gli ultimi dettagli del loro imminente viaggio. La preparazione alla partenza è un momento di grandi rituali che tiene appassionati e non con il naso all’insù, ipnotizzati da questa danza che saluta l’estate, che quest’anno è stata decisamente prolungata. Questi piccoli uccelli ogni anno percorrono più di 10.000 km per trascorrere qualche mese al caldo; dall’Europa si spostano in diverse zone dell’Africa e generalmente quelle che nidificano in Italia prediligono la Repubblica Centroafricana e quella Democratica del Congo. Per arrivare a destinazione attraversano prima Francia e Spagna, sorvolano poi il Mediterraneo, il Marocco ed infine il Sahara con una media di 320 km al giorno, sostando sempre negli stessi luoghi ogni anno. Torneranno in Europa in primavera, ripercorrendo in volo l’intero tragitto. Il viaggio è lungo e faticoso e non tutte ce la fanno a portarlo a termine, saranno gli esemplari più giovani e in salute a continuare il ciclo che permette a questa meravigliosa specie di sopravvivere e riprodursi. Durante l’estate questa zona si popola abbondantemente di rondini che riescono a non perdere poesia nemmeno quando si comportano da ingrate opportuniste, seguendo trattori e mietitrebbie che smuovendo il raccolto, facilitano la loro caccia agli insetti con cui banchettano senza aver fatto grosse fatiche. Le rondini cacciano in volo e quindi anche in questa occasione danzano nell’aria romanticamente, facendo dimenticare all’osservatore che piroettano in quel modo armonico solo perché c’è una sorta di buffet gratuito. Nella vecchia stalla che sto sistemando c’è un nido che ogni anno mi regala la possibilità di assistere quotidianamente alla loro stagione riproduttiva, e che riporta una coppia di rondini, presumibilmente la stessa degli anni precedenti, in questa casa che, condividendo ormai da tempo, è tanto casa mia quanto loro. Chissà quanto avrebbero da raccontare queste piccole viaggiatrici, ma mi accontento di poter avere da loro la certezza che è il caso di tirare fuori giacche e cappelli, perché nessun meteorologo potrà mai dirci con la precisione delle rondini quando l’estate giunge al termine. E non sbagliano come sovente capita alle varie app che riempiono i nostri smartphone dandoci l’illusione di sapere se domani pioverà o meno, perché ieri sera, puntuale e autoritario, si è alzato un vento freddo e deciso che ha spazzato via questa lunga estate. Un tiepido sole ci ha fatto svegliare stamattina assonnati e pigri come l’autunno, preannunciato senza modestia dalle piccole, coraggiose e determinate rondini, che saranno già oltre confine, unite, organizzate e decise a portare a termine il duro lavoro che la Natura ha scelto per loro.

di Susanna Canonico

[immagini trovate in rete]

(articolo pubblicato su Cam.tv)
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