Loghi bestiali

Il logo è quel simbolo che viene utilizzato dalle aziende e che serve a contraddistinguerle dalle altre, per questo motivo deve essere semplice ma allo stesso tempo talmente unico da essere facilmente riconoscibile fra milioni di altri loghi.
Sono davvero tanti quelli che hanno scelto un animale per rappresentare il proprio nome, alcuni sono talmente famosi che li vediamo tutti i giorni senza farci più caso e senza saperne la storia.
Oggi vi porto a fare un viaggio dentro alle storie dei loghi più rappresentativi che hanno gli animali come protagonisti!
Ferrari
Io cavallino rampante della Ferrari è uno dei simboli più conosciuti al mondo e vede le sue origini nel mondo dell’aviazione.
Il conte Francesco Baracca durante la Grande Guerra, vinse molti duelli, ricevette diverse medaglie al valore e venne considerato il “miglior cavaliere della sua squadra”, quindi dipinse il cavallino rampante sul fianco del proprio aereo per far sì che fosse ben contraddistinto.
Anni dopo la sua morte, Enzo Ferrari, al termine di una gara al circuito di Savio di Ravenna, conobbe la madre di Baracca che lo esortò ad utilizzare il cavallino come simbolo della sua scuderia. Dal 1932 quindi, il cavallino divenne il simbolo della Ferrari, al quale venne aggiunto lo sfondo giallo per omaggiare la città di Modena.
Trussardi
Celebre in tutto il mondo della moda e non solo, il levriero rappresenta la famiglia Trussardi dal 1973.
Il levriero fu scelto perché incarnava la miscela perfetta tra eleganza e sportività, quindi, sebbene non abbia una storia appassionante dietro, possiamo dire che non potevano fare scelta più azzeccata per rappresentare ciò che desideravano.
I levrieri infatti vengono spesso utilizzati in campagne pubblicitarie sia per la loro eleganza che per la loro fisicità che li rende dei perfetti modelli sportivi.

Eni
Il cane a sei zampe della compagnia petrolifera, fu scelto grazie ad un concorso indetto da Enrico Mattei nel 1953, che vide vincitore un bozzetto del designer Giuseppe Guzzi, anche se in realtà l’opera pare fosse di Luigi Broggini  a cui venne attribuita la paternità del disegno solo dopo la sua morte.
Il cane/drago inizialmente aveva il muso proteso in avanti, quasi a voler bruciare qualcuno e Mattei lo considerò troppo aggressivo, per questo la direzione del muso venne rivolta indietro, sebbene risulti una posizione parecchio innaturale. Le sei zampe rappresentano le quattro ruote del veicolo e le due gambe del proprietario. L’animale
appare come una figura mitologica e mostruosa, come del resto è nella natura di una compagnia che sfrutta il sottosuolo (e non solo quello).
Lacoste
Il coccodrillo delle famose polo è rimasto immutato negli anni (tranne una leggera diminuzione delle sue dimensioni) e per raccontare la sua storia riporto le parole di René Lacoste “La stampa statunitense mi ha soprannominato ‘Il Coccodrillo’ in seguito ad una scommessa che avevo fatto col Capitano della squadra francese della Coppa Davis. Mi aveva promesso una valigia in coccodrillo se avessi vinto una partita importante per la squadra. Il pubblico americano si è ricordato questo soprannome che sottolineava la tenacia da me dimostrata sui campi da tennis, in quanto non mollavo mai la preda! Il mio amico Robert George mi disegnò un coccodrillo che fu poi ricamato sul blazer che indossavo in campo”.

…e tanti altri
Hugh Hefner scelse un coniglietto disegnato da Art Paul per rendere riconoscibile la sua rivista Playboy per alludere in maniera giocosa ad un atteggiamento sessuale, Rudolf Dassner fondò la Puma dandole il proprio soprannome. Jon Hicks creò un po’ di confusione con il logo di Firefox ed i lettori si divisero fra chi pensava che il logo rappresentasse una volpe di fuoco e chi pensava che si trattasse del panda rosso, ma la verità è che entrambi avevano ragione: Firefox è un altro nome con cui si può chiamare il panda rosso!
Più appassionante invece la storia del logo del WWF, che rappresenta Chi-Chi, un panda gigante ospitato allo zoo di Londra nel 1961 e che portò le persone a conoscenza delle specie a rischio estinzione. Proprio grazie all’importanza del compito che svolse lo sfortunato panda, Gerald Watterson realizzò diversi bozzetti per Sir Peter
Scott, fondatore dell’associazione ambientalista, che poi ne sviluppo la versione ufficiale che tutti noi conosciamo.

 

 

[immagini trovate in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...