Dimmi come dormi e ti dirò chi sei

Siamo abituati ai nostri cani, che dormono comodamente in casa sul tappeto del salotto o, se ancora più fortunati, sul letto ai nostri piedi; ai nostri gatti che si rintanano sotto le coperte o nel cassetto dei calzini; o magari ai nostri canarini che si appallottolano su una zampa con la testa nascosta sotto un’ala.
Ma come dormono gli altri animali allo stato brado??
Vediamone alcuni, ad esempio la giraffa. Pur essendo l’animale più alto che vive sul nostro pianeta, la giraffa è il mammifero con il fabbisogno di sonno più basso: dormono infatti più o meno 30 minuti al giorno. La giraffa è infatti una preda, una tra le più ambite per un leone che con una giraffa avrebbe di che sfamarsi per un po’. Alzarsi in piedi da una posizione supina per una giraffa è un’operazione decisamente complicata e molto lenta, il che la metterebbe in serio pericolo in caso di attacco da parte di una preda. Ecco perché la giraffa dorme così poco e sempre in branco, con una del gruppo che resta sveglia a fare la guardia pronta a dare l’allarme in caso di pericolo.

Credo che tutti si siano chiesti almeno una volta perché i pipistrelli dormono a testa in giù. I pipistrelli non sono uccelli, ma sono mammiferi, gli unici mammiferi in grado di volare. Hanno artigli molto forti che permettono loro di arrampicarsi e di restare con facilità appesi ai rami degli alberi. Ad artigli robusti però, corrispondono ali piuttosto deboli tanto da non permettere ai pipistrelli di spiccare il volo da fermi. Ed ecco spiegato quindi perché dormono appesi a testa in giù: sganciandosi e lasciandosi cadere ha così la possibilità di planare e di volare librandosi nell’aria.

E dopo due prede, vediamo come dorme uno dei più grandi predatori del nostro pianeta: lo squalo. Quanti si sono chiesti almeno una volta: gli squali dormono? La risposta non è sì, ma neanche no. Gli squali, per vivere, hanno bisogno di essere sempre in movimento così che le branchie, grazie al continuo flusso d’acqua, ricevano l’ossigeno che si diffonde agli organi che ne garantiscono la sopravvivenza. Quando lo squalo è stanco, non cade in un sonno profondo ma riduce le proprie attività muovendosi più lentamente lasciandosi coordinare dal midollo spinale, cosa che permette ad una parte del cervello di rimanere a risposo.

[immagini trovate in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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