Alla (non) ricerca di Dory

Ci siamo quasi, “Alla ricerca di Dory”, l’attesissimo seguito de “Alla ricerca di Nemo”, sbarcherà in Italia il prossimo 14 settembre, poco più di due mesi, ma già non si parla d’altro. Ci sono voluti tredici anni per vedere il sequel del celebre film d’animazione della Pixar e già scatta l’allarme per i piccoli abitanti del mare.

Sì, perché la smania del possesso, di cui grandi e piccini sono vittime (e carnefici), non conosce limiti. Pare infatti che siano già partite le richieste nei negozi di animali per avere il blue tang, il pesce chirurgo azzurro, cioè la piccola Dory, esattamente come successe per i pesci pagliaccio quando tutti volevano un Nemo in casa.

pagliaccio

La Fondazione australiana “Saving Nemo” dichiara che ogni anno vengono prelevati dalla barriera corallina più di un milione di esemplari di pesci pagliaccio che sistematicamente finiscono negli acquari di case, ristoranti, alberghi e centri commerciali.

Il pesce chirurgo, come il pesce pagliaccio, non è in grado di riprodursi in cattività, pertanto, tutti gli esemplari vengono catturati direttamente dal mare e imprigionati in minuscole vasche di vetro, dove non sempre è chiara la sofferenza dei pesci. È più facile capire quanto dolore si nasconde dietro le sbarre di uno zoo, di un circo, di una gabbietta, ma sembra sempre difficile provare empatia nei confronti delle creature del mare. Per l’uomo è più facile percepire il dolore altrui se è espresso in un linguaggio a lui comprensibile, ma vi assicuro che anche se un pesce non urla e se sembra non cambiare espressione, non significa che non stia soffrendo.

Colgo l’occasione quindi per esortarvi ad andare al cinema con la vostra famiglia e i vostri bimbi, ma vi prego di non comprare pesci pagliaccio, pesci chirurgo e qualsiasi altra specie destinata a vivere mesi o anni negli acquari dei vostri salotti. È probabile che i più piccoli avanzino questa richiesta, anche più volte e proprio allora sarà importante spiegare loro perché non è giusto AVERE quel pesce, sarà compito nostro spiegare loro che è fondamentale che i piccoli Nemo, le piccole Dory restino nel loro mare, perché è quello il posto migliore nel quale possono vivere e che noi in casa possiamo avere foto, poster, giochi con la loro forma, persino lenzuola che li ritraggono e zaini per la scuola, anzi, di più, possiamo anche travestirci da Nemo e da Dory per il prossimo carnevale, ma è importante per il mare, per il pianeta, per i pesci, ma soprattutto per il futuro di quegli stessi bambini, che vengano diffuse dai genitori e comprese dai piccoli e ragioni per cui quei pesci devono rimanere nel loro mare.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.savingnemo.org

chirurgo.jpg

 

[immagini trovate in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

 

 

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