Cosa resterà di questi anni insieme

Una cosa che sconsiglio sempre è quella di adottare cani “alla cieca”, senza averli conosciuti, senza sapere come sono e come si comportano, senza sapere se fra voi e il cane c’è feeling.

Sono anni che lo sconsiglio e poi è ciò che invece io ho fatto…e mica solo una volta.

Nel 2007 ho trovato una foto su internet di un cane che poteva sembrare un incrocio boxer, fulvo, con un’espressione spaventata ed il suo annuncio diceva solo “Molossoide. Adozione difficile box n. 64”. Non sapevo niente di questo cane, neanche se fosse maschio o femmina, ma ho telefonato e ho detto che volevo quel cane e non so nemmeno oggi che cosa mi abbia spinto a farlo, facevo la volontaria in canile da anni ormai e di cani ne vedevo ogni giorno a decine, eppure volevo quello della foto. Che poi seppi era “quella”.

Arrivò in auto e quando scese la prima cosa che dissi fu “mamma mia che brutta!”, perché era sì il cane della foto, ma sulla pelle portava i segni di quegli anni passati in una gabbia con le pareti di lamiera, aveva i capezzoli che le toccavano quasi per terra, a dimostrare che aveva fatto chissà quante cucciolate, e cicatrici, piaghe, ferite. Aveva almeno otto anni ed era spaventosamente sottopeso. Eravamo in sei quel giorno ad accoglierla, ma lei sapeva perfettamente che ero io quella che sarebbe diventata la sua compagna di vita per gli anni a venire. Nelle prime ore non cercò coccole, ma se mi allontanavo, mi cercava e mugolava, incurante delle altre persone.

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Pagai sulla mia pelle quella scelta azzardata: odiava tutti i cani senza distinzione di sesso, razza, età, li odiava così tanto che andare a spasso era difficoltoso. Tirava al guinzaglio ed alla vista di qualsiasi quadrupede dovevo tenermi ad inferriate, pali, cancelli, perché con la sua forza mi avrebbe fatta cadere.

Voleva uccidere i gatti, gli uccelli, i conigli nei prati. Ringhiava alle persone che non le piacevano e alla televisione, rubava cibo dal tavolo e dalla cucina e tornava al richiamo solo se non aveva di meglio da fare.

ava2Data l’età e la sua condizione fisica pensavo che sarebbe rimasta con me per poco ed invece è rimasta al mio fianco più a lungo di quanto mi aspettassi. Ha cambiato con me quattro o cinque appartamenti, ha conseguito con me il diploma di educatore cinofilo, ha conosciuto con me Fabio, con il quale ha legato subito e dal quale si è fatta viziare quando lui è venuto a vivere con noi. Con me si è trasferita a Corsico e poi ad Assago, dove abbiamo aperto il centro cinofilo sul quale ha sempre vigilato come padrona di casa.

Era all’arrivo del primo IronMan di Fabio, poi quando ci siamo sposati era con lui davanti alla chiesa ad aspettarmi e per tutto il pranzo al ristorante ha girovagato fra i tavoli per poi addormentarsi sulla coda del mio vestito. Ha dormito accanto a me per i nove mesi della gravidanza ed è stata sul lettone con noi a dormire fino a quando le sue gambe le hanno permesso di saltarci su. Poi, ha iniziato ad essere stanca, sempre più stanca. Gli esami e le visite non hanno fatto emergere niente di nuovo, aveva solo più di diciassette anni. La sera di venerdì 4 marzo si è addormentata naturalmente, con noi vicino. Ava è stato tutto fuorché un cane facile, ma con lei ho imparato ad amare i cani, soprattutto alcuni cani, così come sono, senza influenzarli con il mio lavoro di istruttore cinofilo, senza plasmarne le peculiarità, senza volerli diversi da come sono, senza vedere un “problema” in quella che sono semplicemente caratteristiche, apprezzando anche i lati più rozzi e primitivi, come il seppellire le ossa tra le coperte del letto, il rotolarsi sui cadaveri e sulle cacche delle mucche, il dare giusto un contentino a chi ne cerca le attenzioni.ava3

Vi chiedo scusa se oggi ho scelto di dedicarle tutta la pagina, ma avevo proprio voglia di raccontarvi di noi e di quello che ci ha lasciato Ava.

Cosa resterà di questi anni insieme? Un milione di ricordi, di foto, di tempo passato insieme. Ma soprattutto ci lascerà il piacere di aver scoperto quanto è bello amare qualcuno senza volerlo diverso da com’è, anche se è esattamente l’opposto di ciò che ci si aspetta, e di accettarlo senza riserve.

Ed è questo che oggi vi consiglio di fare: chiudete i libri, mettete giù i premietti, dimenticatevi i “comandi” e godetevi, semplicemente godetevi, il vostro cane, così come ha voglia di essere.

 

[immagini di Susanna Canonico]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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