Brutto..a chi?

E’ vero che “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, ma diciamo che esistono delle specie animali che pochi potrebbero definire “belle”, anche se, forse proprio per il loro aspetto particolare, non possono che essere considerate estremamente affascinanti.

Eccone qualche esempio:

Rana della pioggia – Fa parte del genere Breviceps e viene così chiamata perché spunta fuori quando piove. Diciamocelo, non è proprio un bijou, ma il suo richiamo simile ad uno squittio la rende infinitamente tenera.

Nasica – E’ un primate e già dal nome possiamo capire qual è la sua stramba particolarità: il naso. Ha un naso pendulo e marcato, soprattutto nei maschi. Nella femmina è più piccolo e all’insù, ma anche lei non può vantare un profilo greco. Gli esperti sono indecisi sulla funzione di un naso così pronunciato, ma pare possa essere un grande richiamo sessuale per questa specie.

 

Blobfish – Ed eccolo qui, lui proprio non poteva mancare. E’ un pesce che vive in profondità e lo si trova nell’Oceano Pacifico, soprattutto vicino all’Australia. Il suo aspetto “gelatinoso” lo ha reso famoso sulla rete, ma non lo salva dal rischio estinzione, la specie più terribile di tutte infatti, rischia di farlo sparire dalla faccia della Terra a causa della pesca a strascico.

 

Uomo, ma quando capirai che la specie più brutta, alla fine, sei tu?

 

 

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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