Un ciclo infinito

E’ noto a tutti come il rapporto fra i Pellerossa e gli animali fosse “speciale” e a tal proposito vorrei proporvi un piccolo estratto del libro “Il Vento è mia madre” di Bear Heart e Molly Larkin (Edizioni Il Punto d’Incontro) perché credo sia importante soffermarsi su quante siano le differenze fra quella cultura, così vicina alla natura e la nostra, ormai estremamente lontana dalla comprensione della Terra e dei suoi abitanti, considerati oggi solo come “qualcosa” che ci serve e che abbiamo tutto il diritto di uccidere, usare, distruggere.

Mio zio, Orso Jonas, mi ha detto che moltissimi anni fa gli uomini potevano parlare con gli animali, tanto erano amici. Gli animali capivano gli uomini e noi capivamo loro, ma a un certo punto gli uomini furono costretti dalle circostanze a cacciare gli animali per nutrirsi. In seguito a questo fatto noi umani iniziammo ad ammalarci. Quello che era successo è che tutti gli animali, compresi i pesci, si erano arrabbiati con noi perché li cacciavamo e per questo motivo noi ci ammalavamo del male del cervo e del male del pesce.

La nostra gente decise di tenere un consiglio riunendo tutti gli esseri a quattro zampe, le creature delle acque e quelle che volano in aria. Facemmo loro delle offerte e poi iniziammo a parlare in questo modo:

“Cari parenti, abbiamo un grande bisogno di voi per vivere. Quando cacciamo, cerchiamo di uccidervi in fretta per non farvi soffrire. Con il passare del tempo i nostri corpi giaceranno nella nostra Madre Terra e da loro crescerà qualcosa, in modo che i nostri parenti animali possano trarne nutrimento. Si verrà a creare un ciclo, uno scambio per la continuazione di tutte le forme di vita. Per questo vi chiediamo di liberare la gente dalla malattia che ci state procurando”

[…] Ed è questo il motivo per cui ai bambini veniva detto: “Non uccidete mai per rabbia, né per passatempo, giusto per vedere quanti animali riuscite ad uccidere. Prendete solo le vite che vi servono per sopravvivere e mostrate sempre rispetto per gli esseri a quattro zampe. Se proprio dovete uccidere, presentate un’offerta all’animale e parlategli, spiegandogli che avete bisogno di lui per la vostra famiglia”

Non è necessario essere vegani, animalisti, ambientalisti, estremisti per fare un po’ meno male al nostro pianeta, sarebbe già qualcosa imparare a portare rispetto alla Terra, considerare tutti i suoi frutti come un dono e tutti i suoi abitanti come fratelli. Ponetevi ogni giorno la domanda: “Oggi, di questo io ne ho davvero bisogno?”

 

 

 

 

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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