Modi di dire/2

Eccoci tornati con i modi di dire, quelle espressioni tipiche che utilizzano alcune caratteristiche degli animali per meglio descrivere il comportamento dell’uomo.

Memoria da elefante

Si dice “avere una memoria da elefante” a qualcuno che riesce a ricordare le cose a lungo. E questo modo di dire enfatizza una reale dote di questi affascinanti pachidermi. Sono stati parecchi gli studi effettuati sui gruppi di elefanti in Africa e tutti hanno confermato quanto pensato: i gruppi di elefanti sanno riconoscere a distanza di anni i richiami dei loro conoscenti, distinguendoli dagli estranei, specialmente se nel gruppo ci sono delle femmine anziane, che sembrano essere quelle dotate di più memoria, poi si sono approfonditi gli studi sui loro spostamenti, che hanno evidenziato come gli elefanti trovino sempre la via più breve per raggiungere l’acqua anche se si trova a chilometri di distanza e non grazie al fiuto o alla vista, ma proprio grazie alla memoria spaziale che gli permette di ricordare la posizione esatta delle fonti a cui si abbeverano ed il tragitto più semplice per poterle raggiungere.

Essere una formica – Essere una cicala

Questi modi di dire hanno origine antichissima e più precisamente da una favola di Esopo, che risale addirittura al VI secolo a.C. La Fontaine la riadattò nella seconda metà del 1600 inserendola, con altre favole, nella sua raccolta. Essa racconta la storia della formica che passa l’estate a raccogliere provviste per l’inverno, mentre la cicala la trascorre cantando e divertendosi, con l’arrivo dell’inverno la formica si ritrova al sicuro e con cibo sufficiente per arrivare alla prossima primavera, mentre la cicala muore di freddo e stenti.

Ed è proprio vero che la formica è una grande risparmiatrice: i loro gruppi sono organizzati in classi riproduttrici ed operaie. Queste ultime lavorano notte e giorno, suddividendosi i compiti ed ottimizzando tempi e spazi. Quindi il riferimento a questa piccola stakanovista nella favola di Esopo ed il conseguente modo di dire è più che veritiero.

La vita della cicala è invece decisamente meno noiosa. Se è vero che l’estate è la stagione preferita per il canto, per le quali sono molto famose, non è vero che muoiono durante l’inverno per mancanza di riparo e provviste. Questi insetti sono molto longevi ed esiste una specie in particolare che supera i 15 anni di vita.

In questo caso, sia la favola che il modo di dire non rispecchiano del tutto le caratteristiche di questo allegro insetto.

Un breve aneddoto personale: Quando ero bambina e all’asilo ci raccontarono la celebre favola di Esopo, andai a casa e la spiegai ai miei genitori, aggiungendo: “La maestra ha cercato di spiegarci quanto fosse meglio la formica, ma per me è noiosissima, io preferisco la cicala!” suscitando grosse risate in tutta la famiglia.

 

 

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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