L’Agnello di Dio

Non sono una persona particolarmente ferrata in materia religiosa, quindi la mia è solo una considerazione personale ed ironica su questa faccenda.

Una cosa però mi è chiara, sul Vangelo Gesù è l’Agnello di Dio. Dal Vangelo di Giovanni: In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!” Non so a voi, ma a me la domanda sorge spontanea: ma tu Gesù te lo devi proprio mangiare per liberarti dai tuoi peccati? Non basta la tua cieca venerazione? Simbologia, questa sconosciuta.

Che poi, la maggior parte della gente che conosco e che rimane attaccata a questa tradizione non è che possa essere definita praticante durante il resto dell’anno, diciamo che l’unica religione che praticano è quella con le gambe sotto al tavolo, a Natale, a Pasqua e la domenica mezzogiorno… la questione religiosa è solo una scusa, una velata tradizione, perché non so quanti di loro non facciano sesso prima del matrimonio, pochi vanno a messa e meno ancora si ricordano di essere tolleranti e caritatevoli con il prossimo nel loro quotidiano.

Bene, il mio compito sarebbe in realtà, quello di parlare degli animali in questa rubrica, quindi torno immediatamente al tema principale, l’agnello di Dio.

Vi lascio con uno stralcio dell’omelia di Papa Benedetto XXVI del 05 aprile 2007 in cui rende più chiara di quanto lo possa fare io, la figura simbolica dell’agnello durante la Pasqua. Sono solo poche righe, ma vi invito a leggerla tutta sul sito w2.vatican.va oppure http://www.ratzingerbenedettoxvi.com.

“San Giovanni Crisostomo, nelle sue catechesi eucaristiche ha scritto una volta: Che cosa stai dicendo, Mosè? Il sangue di un agnello purifica gli uomini? Li salva dalla morte? Come può il sangue di un animale purificare gli uomini, salvare gli uomini, avere potere contro la morte? Di fatto – continua il Crisostomo – l’agnello poteva costituire solo un gesto simbolico e quindi l’espressione dell’attesa e della speranza in Qualcuno che sarebbe stato in grado di compiere ciò di cui il sacrificio di un animale non era capace. Gesù celebrò la Pasqua senza agnello e senza tempio e, tuttavia, non senza agnello e senza tempio. Egli stesso era l’Agnello atteso, quello vero, come aveva preannunciato Giovanni Battista all’inizio del ministero pubblico di Gesù: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!” (Gv 1,29).”

(“Messa in Coena Domini” Fonte Radio Vaticana. Copyright 2007 – Libreria Editrice Vaticana.)

 

 

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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