Modi di dire..animali!/1

La lingua italiana è molto ricca di modi di dire che hanno a che fare con i nostri amici animali.

Ma che origine hanno queste espressioni? Cosa significano? Si basano su realtà scientifiche o sono solo frutto delle convinzioni umane? Vediamone subito qualcuna!

Cervello di gallina

Espressione comune anche nelle lingue inglesi e francesi, appare per la prima volta in un’enciclopedia italiana nel 1955, perché prima di allora si utilizzava l’espressione “cervello d’oca” per definire qualcuno dotato di scarsa intelligenza. Probabilmente, la vita “semplice” e le abitudini della gallina possono far pensare che sia un animale stupido, ma in realtà non è così. Bisogna SEMPRE tener presente che l’intelligenza non è una prerogativa “umana” e che non può essere misurata soltanto in termini “matematici”. La gallina ha spiccate doti di orientamento, una memoria da far invidia all’elefante (che vedremo più avanti), grandi capacità comunicative e a livello cognitivo non ha nulla da invidiare ai mammiferi. Se qualcuno quindi vi dice “cervello di gallina” pensando di insultarvi, fate un sorriso, siete sicuramente più preparati di lui!

Astuto come una faina

Le faine sono mustelidi e sono delle abili cacciatrici e proprio da questo deriva l’espressione “astuto come una faina”. Durante la caccia sono versatili, veloci, capaci di arrampicarsi ovunque ed eludere qualsiasi sistema di sicurezza, riescono a raggiungere nidi, tane e pollai, dove fanno incetta di qualsiasi tipo di preda.

Questo modo di dire, a differenza del precedente, è estremamente in linea con la realtà ed anche in questo caso è un gran complimento.

Fedele come un cane

La fedeltà del cane è proverbiale e questa espressione ha origini antichissime. Basti pensare che già nell’Odissea si descriveva Argo come l’amico più intimo e fedele di Ulisse, capace di aspettarlo per vent’anni. Di storie di cani così ce ne furono poi così tante che non basterebbe un libro di mille pagine per poterle raccogliere tutte. Ma il cane è davvero così incredibilmente attaccato all’uomo da non tradirlo mai?

Diciamo “nì”. Se è vero che il cane ci segue dappertutto e si adatta a qualsiasi cambiamento in nostra compagnia, non è sempre vero che sarebbe disposto ad aspettarci per vent’anni come Argo e questa non deve essere una colpa. E’ un discorso molto complesso e lungo da poter affrontare in poche righe, diciamo solo che non bisogna pensare di avere un “pacco” se il nostro amico non torna al richiamo come fa Rex o se va via al guinzaglio con un nostro amico che non ha mai visto, bisogna rispettare il nostro cane per ciò che è senza pretendere che sia la copia di romantiche storie raccontate sui libri.

 

 

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

 

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