Una pappa serena

Nelle ultime settimane la mia homepage di Facebook si è riempita di video su gruppi di cani che mangiano in maniera straordinariamente ordinata e vicina, alcuni chiamati per nome che si avvicinano alla ciotola con calma, altri in fila indiana che raggiungono la pappa al segnale del proprietario ed infine, la bimba che mette in attesa sei pitbull che pazientemente aspettano l’ok dalla piccola per dividersi un mucchio di crocchette sparse per terra.

Sono stata taggata in diversi video di questo tipo e colgo la palla al balzo per esprimere la mia opinione sul “momento pappa” nelle case in cui abitano più cani.

A qualsiasi persona mi chieda un parere su come gestire il momento del cibo, consiglio sempre di dividere i cani in modo che non si vedano. Anche se si amano, anche se vanno d’accordo, anche se mangiano nella stessa ciotola senza problemi.

Perché? Perché il momento del pasto deve essere un momento estremamente piacevole e la presenza dell’altro potrebbe invece rendere questo momento stressante, perché si guardano con la coda dell’occhio cercando di finire il prima possibile per evitare che arrivi l’altro o per andare subito a gironzolare come un avvoltoio intorno al compagno più lento, perché il cane meno rapido nel momento in cui si accorge che l’altro o gli altri hanno finito cambia posizione “portandosi avanti” e dichiarando sua la ciotola: non è necessario arrivare al ringhio per esprimere stress, basta la postura del corpo che invia un chiaro “sto ancora finendo, non ti azzardare ad avvicinarti”.

Magari è “sufficiente” dividerli nella stessa stanza e rimanere a controllare, ma la sola presenza dell’altro cane in quei venti metri quadri, crea uno stato di stress che è completamente inutile e conosco persone che devono restare a guardare i cani fino a quando hanno finito per evitare che vadano uno nella ciotola dell’altro o peggio, per evitare che bisticcino, quasi come se metterli in stanze diverse significasse “fallire” nella loro educazione, mentre ottenere una forma di “controllo apparente” dopo decine di tentativi, volesse dire affermare la propria autorità. Il cibo, come la sicurezza personale ed un buon sonno, è alla base della serenità del cane ed egli non dovrebbe sentirsi quotidianamente minacciato o preoccupato di doverselo tenere stretto.

Un cane deve poter avere la possibilità di prendersi il tempo che gli serve per potersi gustare il cibo senza la pressione (esercitata o meno) dei suoi coinquilini più lenti o più veloci. E senza la nostra presenza che “blocca” l’avanzata dell’altro cane accompagnata dai vari “Fermo Mimì, no! “ “Lascia finire Cocò!”

A noi non costa nulla e dividendoli, si limitano o eliminano una marea di problemi e di stress inutili.

 

 

 

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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