Vegan, a tutti i costi.

Vuoi diventare vegano o vegetariano perché vuoi evitare di cibarti di animali ma ogni volta che vai in un negozio specializzato pensi che sia più economico comprare una casa? Chi l’ha detto che per essere vegani si debbano mangiare per forza cruditè di seitan, spezzatini di mopur e affettati di tofu?

Tranquillo, puoi sopravvivere (e stare benissimo) con gli alimenti più sani e naturali che ci regala la terra, come i legumi, le verdure ed i cereali.

Il primo periodo è sicuramente quello più complicato, non tanto per l’alimentazione in sé, quanto per la convinzione di ognuno di dover controllare valori nutrizionali di ogni cosa, di bilanciare ogni pasto e di fare le combinazioni corrette. Tranquilli, dopo qualche mese tutto torna nella norma e scegliere un pasto diventa automatico, esattamente come per ogni comune mortale, esclusi i fissati del fitness e dell’alimentazione che per un motivo o per l’altro, pesano e controllano ogni alimento.

Per quanto concerne i legumi, bisogna scegliere quelli secchi, perché contengono valori nutrizionali che quelli in scatoletta si scordano, hanno proteine, minerali e vitamine che nulla hanno da invidiare alla carne e a differenza di quest’ultima non contengono grassi e sostanze pericolose per la salute.

Per le verdure ed i cereali, meglio scegliere quelli biologici e non confezionati.

Il web e i libri in commercio sono pieni zeppi di ricette veloci e semplici che possono farvi evitare spese stellari per cibi “moderni” e precotti dai nomi esotici. Io personalmente, ne consumo pochi, dopo diversi anni ho imparato a farmi bastare tutto quello che ci regala la natura e cucino piatti che fanno parte della nostra tradizione culinaria e che spesso ci dimentichiamo che siano naturalmente privi di ingredienti di origine animale. Qualche esempio? Pasta e fagioli, polenta e funghi, caponata, ribollita e orecchiette con le cime di rapa. Quante volte avete mangiato vegan senza nemmeno rendervene conto?

 

 

 

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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