Presidio contro il Circo Orfei ad Assago (MI)

Al presidio davanti al circo Orfei eravamo una manciata, ma abbiamo comunque cercato di spiegare a mamme e bambini perché eravamo lì, abbiamo mostrato delle fotografie e abbiamo esposto gli striscioni. Tutto è rimasto calmo fino alle 17, quando davanti alla biglietteria la fila diventava sempre più lunga. Una bambina della fila insisteva per venire a vedere i nostri cartelloni e per farlo è sfuggita dal papà per due volte, che l’ha nervosamente presa per il braccio e rimessa “al suo posto”, a lei quella foto dell’elefante dietro le sbarre proprio ne le piaceva, al terzo tentativo della piccola il padre si è spazientito e ha urlato ai manifestanti di spostarsi perché gli stavano dando fastidio. Il gruppo non si è spostato e lo spettatore, un signore sulla cinquantina, ha schiaffeggiato un’attivista dell’associazione Apida, Sara Pinello, una ragazza di 25 anni, davanti gli occhi attoniti del maresciallo dei Carabinieri, del personale del circo, dei manifestanti e della sua bambina. L’uomo è stato immediatamente allontanato dai Carabinieri e la ragazza ha fatto denuncia sul posto.

Gli animi si sono scaldati nuovamente verso le 18 con pesanti accuse fra il personale della biglietteria e i manifestanti, digos e carabinieri hanno dovuto tenere divise le due fazioni fisicamente per evitare scontri.

Ho parlato civilmente con il titolare del circo e con l’addestratore, mi hanno chiesto perché eravamo così contrari e ho esposto tutte le mie motivazioni, loro hanno cercato di spiegarmi quanto tengono agli animali che hanno e che se li dovessero togliere,  perderebbero tutto il pubblico. Per me è impossibile capire le loro motivazioni, non riesco a vedere altro che maltrattamento e coercizione.

Probabilmente loro non capiscono le mie.

Per cambiare gli spettacoli offerti dal circo, DEVE cambiare la domanda, chi decide è sempre il consumatore, i questi casi solo chi paga può davvero cambiare le cose.

Sono certa che quella bimba fra qualche anno sarà dalla nostra parte della cancellata e il violento gesto di suo padre non ha che rafforzato quei dubbi che già oggi aveva davanti a quei cartelli.

Poi, mentre andavo via un bimbo circense mi ha detto: “almeno tu con noi ci hai parlato”. Mi ha fatto tenerezza.

Ecco, noi dobbiamo fare in modo che cambi la richiesta del consumatore, per dare modo a quella bambina di tornare a vedere le acrobazie di quel bambino in un circo che sono certa, un giorno non lontano, non avrà più animali.

 

 

[immagine di Susanna Canonico]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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