Figli…a quattro zampe?

Papa Francesco era stato duramente criticato dagli animalisti (soprattutto da coloro che si fermano ai titoli dei giornali), dopo la sua udienza dalla quale molti giornalisti hanno tratto i titoli scoop tipo: “Papa Francesco dice no alle coppie che preferiscono cani e gatti ai figli”, certo, se avessero letto tutto l’articolo o ascoltato l’udienza, forse, avrebbero capito che l’intenzione era certamente diversa. Si parla sì di coppie, ma di coppie credenti  (quindi, i non lettori dell’udienza non credenti non si dovrebbero nemmeno porre il problema di piacere a Gesù) che per scelta non vogliono avere figli ma preferiscono cani e gatti, tenendo ben presente che chi si unisce nel matrimonio religioso dovrebbe desiderare dei figli che sono considerati i doni di Dio. Ma nessuno ti obbliga ad essere cattolico, a sposarti in Chiesa e ad ascoltare il Papa. Da questa frase del Papa, sono poi nati centinaia di articoli sul tema del “cane-figlio”. Ed io, proprio a questo volevo arrivare. I cani, i gatti, non sono e non saranno mai i vostri figli e spesso i peggiori “danni” vengono arrecati proprio da coloro che li trattano come surrogati dei propri pargoli.

Cani e gatti appartengono a specie differenti dalla nostra, non utilizzano gli stessi metodi comunicativi, non hanno gli stessi bisogni (o almeno, non tutti) e hanno esigenze differenti.

Per convivere al meglio però, per non cadere nell’eccessiva apprensione, per non causare loro confusioni emotive, dovremmo proprio partire da questi presupposti. E’ importante informarsi bene sui loro bisogni, capirne il linguaggio e le peculiarità, per fare in modo che la loro permanenza nella nostra vita sia piacevole e non stressante.

Attenzione, questo non significa che il cane deve essere concepito come animale da esterno, da punire o su cui esercitare la nostra dominanza, al contrario, informandosi a dovere, è possibile comprendere l’inutilità delle punizioni fisiche, il disagio che creiamo al cane che vive da solo in giardino ed il falso mito della dominanza.

E’ bello parlare ai nostri cani e gatti anche se non conoscono il significato di ogni parola, perché sono comunque capaci di percepire le nostre emozioni ed è ancora più bello renderli partecipi della nostra vita in ogni sua sfaccettatura, senza però cadere nell’eccessiva umanizzazione che provoca incapacità a rimanere soli, paure, ansie e vizi.

 

 

 

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...