“Dai, sgancia!”

“Buonasera Susanna, 

le scrivo perché abbiamo un problema con Gina,un meticcio di corporatura media di circa 3 anni trovata abbandonata quest’estate. Quando siamo seduti a tavola,dopo che lei ha mangiato la sua razione, ne reclama dell’altra, guaendo insistentemente. La cagnetta con noi si trova bene,le vogliamo bene.Ci pare un atteggiamento dovuto alla carenza di cibo che ha precedentemente vissuto, mangerebbe sempre.Come dobbiamo comportarci ? A volte cediamo e le allunghiamo del cibo dalla tavola.

Grazie e complimenti per la rubrica del giornale SI e NO.

M. G. Ferrari”

 

 

Rispondo alla famiglia di Gina e prendo spunto da questa mail per parlare di uno dei problemi più

diffusi in assoluto: il cane che elemosina da tavola. Cedere al nostro amico che ci fa gli occhi dolci

è facilissimo: “guarda che musino, solo un pezzetto e basta”.

Ed ecco che con quel solo pezzetto di pane, lo abbiamo spinto a credere che potrà ottenere

qualcosa piazzandosi lì vicino alla sedia, facendo gli occhi dolci, guaendo ed attirando la nostra

attenzione nei modi più fantasiosi.

Ha ragione la sig.ra Ferrari, potrebbe esserci una correlazione tra la grande fame di Gina e la sua

esperienza di abbandono, ma sono molti i cani cresciuti in casa in abbondanza di cibo che ne

vorrebbero sempre di più, perché purtroppo questo è un vizio che si concede con estrema facilità.

Nonostante io non sia un’amante dei cani “soldatini”, perfetti in ogni situazione, questo è da

sempre un punto fermo per me: sono contraria all’abitudine dei bocconi da tavola che contribuisce

a rendere i cani troppo focalizzati sul cibo.

La soluzione per risolvere il problema è semplice, purché riusciate ad essere costanti: ignorare il

cane. Nient’altro.

Dopo svariati tentativi (che possono durare anche per settimane), se il cane non ottiene NULLA,

smetterà. Garantito.

Attenzione però, sono da evitare anche le sgridate, i “no”, gli sguardi e gli inviti ad allontanarsi,

perché possono essere interpretate dal cane come “premi” per l’incessante richiesta di attenzioni.

Una sola briciolina e si torna al punto di partenza.

Il cane poi, sa bene che ciò che abbiamo nel nostro piatto non sono crocchette, quindi se è questa

l’alimentazione prescelta per il vostro amico, sappiate che ci sono più probabilità che vi chieda

qualcosa di più gustoso di cui sente l’odore.

Potreste variare la sua razione di crocchette con qualcosa di diverso: ricotta, olio extra vergine di

oliva, tonno, trita, formaggio grattugiato, per appagare questo desiderio di varietà che è più forte

nei soggetti con un’alimentazione monotona.

 

 

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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