Daniza

La storia ormai, la conosciamo tutti: un uomo è stato aggredito da un’orsa che proteggeva i suoi cuccioli.

Questo episodio ha attirato l’attenzione di tutti i media e la rete si è divisa: chi la voleva morta e chi l’ha difesa a spada tratta. Molti i personaggi dello spettacolo che hanno scelto di schierarsi in suo favore, anche attraverso l’hashtag #iostoconDaniza, dapprima chiedendo alla provincia di Trento di tutelare l’animale e dopo la sua uccisione, di darne esaustive spiegazioni.

Sulla vicenda dell’orsa sono state spese migliaia di parole, sui giornali, in tv, nelle radio. Una guerra combattuta con le foto delle ferite superficiali di Daniele Maturi, il fungaiolo aggredito, contro i banchetti a base di carne d’orso della Lega, a colpi di petizioni da parte degli animalisti e nel trambusto, si parla di altre aggressioni dell’animale e spuntano i progetti per una presunta pista da sci sul territorio, proprio dove voleva essere avviato il ripopolamento dell’orso, facendo così crescere il dubbio che la morte dell’orsa fosse studiata a tavolino.

Daniza ha suscitato un grande scalpore, ma questa vicenda è solo un goccia nell’oceano. Un oceano fatto di espropriazioni e di poco rispetto.

L’uomo ha costruito le sue città in quasi ogni luogo nel mondo, spesso non curandosi dell’ambiente circostante e dei suoi abitanti. E così si lamenta delle esondazioni e degli animali troppo vicini, brandendo contratti di proprietà ed accusando Madre Natura di invasioni e danneggiamenti; si è appropriato di pianure, di foreste e di montagne, quelle stesse montagne dove l’orso, il lupo, il cinghiale, hanno sempre vissuto. Ha fatto suo qualsiasi luogo, puntando dita (ed armi) contro le “bestie feroci”, creando mostri per le favole dei bambini e nemici contro cui prendere provvedimenti nei talk show. E grida di paura, l’uomo, alla vista di un grosso e pericoloso animale, paura per se stesso e per i suoi figli. E sono le stesse grida emesse da Daniza e da qualsiasi altro animale privato dei suoi spazi, dei suoi figli e della sua libertà.

[immagine trovata in rete]

(di Susanna Canonico, pubblicato su “Sì o No – Il Giornale dei Navigli”)

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